Storie da San Rossore

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Per iniziare a raccontare questa storia non si sa da dove partire perché le cose singolari sono davvero molte.

Partiamo dal motto “Datti all’ippica”, dal Direttore o da Pipetta?

Iniziamo dal popolare modo di dire che ha un’origine storica particolare e che, nel corso degli anni, ha visto modificare il suo significato. In epoca fascista, infatti, il gerarca Achille Starace arrivando in ritardo a un convegno di medicina, disse che per niente al mondo avrebbe rinunciato alla sua cavalcata quotidiana ed esortò la platea con un “Abbandonate i libri e datevi all’ippica!”.

Oggi questa locuzione ha un significato negativo, quasi un voler invitare qualcuno che è all’ultima spiaggia a tentare la strada nel nostro settore. In questo racconto, invece, “Datti all’Ippica” è il nome scelto per una scuderia, gestita in forma di associazione sportiva: al momento raccoglie una quindicina di soci è presieduta da Alessandro Madau e guidata da Alberto Semprevivo e Fabio Sandrini.

Alberto è un grandissimo appassionato e all’ippica si è dato ben volentieri da anni ed è sempre alla ricerca del cavallo giusto da acquistare. Navigando sul web, un giorno si trovò a visionare le corse di Kincsem Park, il bellissimo ippodromo di Budapest. Un purosangue lo colpì in maniera particolare e di questo ne fece partecipi i soci e l’allenatore della scuderia, Riccardo Pinzauti, al secolo “Pipetta”, per la pipa che ama fumare.

In breve si giunge all’acquisto del cavallo, che si chiama Igazgato e in ungherese significa appunto Direttore.

Ecco come in poche righe abbiamo svelato tutto o quasi.

Igazgato inizia a correre in Italia il 2 febbraio 2022 e dimostra subito le sue qualità di fondista. Vince a San Siro, forse la pista più selettiva d’Italia, ma la vittoria finora più importante l’ha ottenuto proprio sulla pista di casa, siglando la scorsa primavera lo storico Premio Galileo Galilei, handicap principale.

La via ungherese è piaciuta a quelli di “Datti all’Ippica” perché recentemente una delegazione è tornata a Budapest e ha acquistato due femmine di 2 anni che ancora devono esordire.

Una di queste, dal nome altisonante Sagazoranca, ha una particolarità: nessuno riesce ad avvicinarsi con le mani ai suoi piedi. Sembra una cosa solo buffa ma, invece, ha la sua importanza perché l’operazione è indispensabile per permettere al maniscalco di ferrarla e all’artiere di pulirle i piedi. Ma non c’è niente da fare, quando Riccardo prova ad avvicinarsi con le mani a uno degli zoccoli, la puledra inizia a scalciare e diventa, quindi, pericolosa per chi le sta vicino.

Ma la cavalla deve fare i conti con un allenatore di lungo corso quale Pinzauti è! Il trainer ha quindi montato sul manico di una scopa un guanto di gomma imbottito che, ogni giorno, avvicina alle gambe e ai piedi della cavalla per cercare di farla familiarizzare con questa operazione.

L’altra puledra è più tranquilla e potrebbe togliere la leadership al Direttore. Perché? Beh il suo nome è Papno che in ungherese significa … Sacerdotessa!

Ma quante storie interessanti può “nascondere” il nostro mondo?

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