Storia dell’ippica pisana

L’ippica pisana ha alle spalle una lunga e importante storia che inizia agli albori del XIX secolo, una storia che riportiamo sinteticamente attraverso le date principali.

Leopoldo II di Lorena

A scoprire i terreni di San Rossore in ottica “allenamento dei cavalli da corsa” fu Jacopo Barchielli, postino delle messaggerie granducali.
Nel 1829 il Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena dispose che, sul lato nord della Cascina di San Rossore, venisse tracciato un percorso per l’allenamento dei cavalli purosangue che lui possedeva in gran numero e che faceva gareggiare in primavera sui prati del Quercione, a Firenze.

Il 18 agosto del 1853 era stata presentata alle autorità la richiesta di formare a Pisa una “società per le corse dei cavalli”, che sarà anche il nome, anonimo, con cui opererà per un lungo periodo. Tra le finalità della società, si legge, “creare, con le corse dei cavalli, un sensibile movimento economico per la città, del quale sarebbero stati avvantaggiati caffettieri, vetturini, locandieri”.
Il 3 aprile 1854, nato l’ippodromo, San Rossore ospita la prima riunione ufficiale di corse al galoppo.

Thomas Rook

Con l’apertura delle diritture dei Cotoni, Barbaricina, il quartiere di Pisa a ridosso della tenuta di San Rossore, inizia a popolarsi di allenatori e fantini, italiani e stranieri: oltre allo stesso Barchielli, anche Galletti, Banti e tanti inglesi (Corbin, Smith, Corser, Bell).

Nel 1868, con l’arrivo di Thomas Rook, l’ippica pisana decollerà e Barbaricina diventerà il Paese dei Cavalli.

Nel 1885 si corre la prima edizione del premio ‘di Pisa’, una corsa che aveva l’intento di preparare i cavalli al Derby del galoppo. Ben undici vincitori del premio ‘Pisa’ figureranno nell’albo d’oro del Derby.
Il primo vincitore del ‘Pisa’ fu Rosenberg (nella foto)

Nel 1890 fu costituita una seconda società, in competizione con quella esistente, che si chiamò “Società nazionale ‘l’Alfea’ per le corse autunnali dei cavalli a Pisa”.
Nel 1898, sotto il nome di ‘Alfea’, avverrà la definitiva riunificazione.

Molti sono i campioni che si sono allenati a San Rossore e che qui hanno corso. 
Nel 1936 la femmina più importante è Archidamia che vince il premio Pisa e il Derby reale del galoppo.

Nel 1938 il cavallo più famoso che calpesta i prati di San Rossore in questi anni è Nearco che, completata la carriera agonistica da imbattuto dopo la vittoria nel Grand Prix de Paris, sarà un capostipite stalloniero di valore universale.

La guerra cancella gran parte della città di Pisa e anche Barbaricina e San Rossore subiscono i danni delle incursione aeree. Anche i vecchi Cotoni dove si era allenato Nearco sono usati per farne un accampamento di guerra.

Ma l’ippica pisana saprà rinascere e il 26 gennaio del 1947 si correrà di nuovo il premio ‘Pisa’ che sarà vinto da Zaratustra.

Il 1955 è caratterizzato dalla vittoria nel ‘Pisa’ di Ribot, il cavallo del secolo, che concluderà nel 1956 la sua carriera internazionale dopo sedici corse da imbattuto (che includono due edizioni del famoso Arc de Triomphe a Parigi) e andrà stallone negli Stati Uniti dove morirà il 28 febbraio del 1972.

in questi anni si procede al rifacimento della parte bassa delle tribune e alla costruzione della nuova segreteria, a sud dell’ippodromo, con i servizi per i fantini, i gentleman rider e le amazzoni.
L’accoglienza per il pubblico è migliorata con la costruzione della tribuna scoperta e del ristorante nell’area nord dell’ippodromo.
Viene creato un passaggio sotto la dirittura d’arrivo per raggiungere la zona del prato.

Nel 1987 i lavori di spostamento e allargamento della pista verso il mare ampliando, così, di circa 20 metri il parterre e copertura del fondo con materiali autobloccanti. Il fosso di sgrondo che costeggiava il vecchio tracciato viene sposato verso il mare. Modifiche anche al disegno del tondino d’insellaggio.
Nasce un nuovo ristorante al centro del prato.

San Rossore cerca sempre di essere all’avanguardia e nel 1998 parte un nuovo progetto: la scuola per allievi fantini, prima e unica in Italia. Oggi alcuni dei giovani fantini più promettenti hanno frequentato la scuola di San Rossore e sono emersi in corse importanti, non solo in Toscana, ma a livello nazionale e internazionale.

Dopo innumerevoli progetti, sistematicamente bocciati dall’Ente Parco, ha trovato infine soluzione la creazione di una pista grande, con un tracciato che abbia un maggior sviluppo ampliando anche il raggio della curva che immette nella dirittura d’arrivo. La nuova pista consente di disputare le corse su distanza fino a 1.750 metri con una sola curva, si aggiungono anche la distanza classica dei 2.400 metri e quella minima dei 1.000 metri, assenti sulla pista storica.

L’inaugurazione della pista è avvenuta il 1° novembre 2010

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