LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA (1956 – 1999)
7 presidenti, dal pisano Giovanni Gronchi a Oscar Luigi Scalfaro
Il referendum del 1946 aveva abolito la monarchia e anche San Rossore era passata al Demanio. Durante la guerra la tenuta era stata occupata prima dalle truppe tedesche e poi da quelle alleate. Le bombe, le cannonate e le mine avevano distrutto tra le altre cose il monastero di San Lussorio, la villa reale e lo chalet del Gombo. Anche l’ippodromo aveva subito danni e le diritture dei Cotoni, sulle quali si era allenato anche Nearco, erano ormai inagibili.
Nel 1955 fu eletto Presidente della Repubblica il pisano Giovanni Gronchi che fece passare San Rossore in dotazione alla Presidenza e vi si insediò per lunghi periodi dell’anno. Fece molti interventi, tra cui la costruzione della avveniristica villa al Gombo dove si trovava lo chalet reale. Gronchi fu anche assiduo all’ippodromo grazie alla stretta amicizia con Harry Bracci Torsi che intanto si stava avvicinando all’ippica sulle orme degli antenati Rook.
I Capi di Stato che seguirono non furono altrettanto interessati alla tenuta e tanto meno alle vicende dell’ippica. Se rare furono le presenze di Antonio Segni e di Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, pur non frequentando San Rossore, non mancò di presenziare alle principali corse in programma all’ippodromo come testimoniano le numerose fotografie dell’epoca.
Con la presidenza Cossiga, ma soprattutto dopo l’ostilità alla proposta di passare la tenuta al Ministero dell’Agricoltura, erano cambiati nettamente i rapporti con il Quirinale andando verso quel distacco che diventerà definitivo con il suo successore Oscar Luigi Scalfaro. Scalfaro nel 1999 fece approvare la legge che trasferiva la proprietà della tenuta alla Regione Toscana, la cui gestione sarà poi trasferita all’Ente Parco nato 20 anni prima.
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