1891-1937 – Polifemo Orsini – Il pioniere di Barbaricina – Pisano. E’ il primo fantino italiano a vincere “Pisa” e “Derby”
Nell’ippica più professionale del nuovo secolo Polifemo Orsini, pisano di Barbaricina, riveste un ruolo molto importante: essere stato il primo fantino italiano a rompere l’egemonia degli inglesi che dalla seconda metà dell’800 avevano invaso il “paese dei cavalli”. Basti pensare che quando Orsini vinse il suo primo Deby nel 1915 in sella a Van Dick la corsa era già alla trentaduesima edizione, sempre vinta da fantini d’Oltre Manica. Stessa storia per il premio “Pisa” la cui prima edizione aveva seguito di un anno l’istituzione del Derby: il primo successo italiano venne, con Polifemo Orsini, nel 1909 in sella ad Angelica Kauffman.
Aveva iniziato a lavorare a 9 anni entrando nelle scuderie di James Corbin, venuto da Newmarket a lavorare in Italia dopo una buona carriera da ostacolista. Fantino di grande bravura e temperamento, Orsini era chiamato “Briglia d’oro” ma ebbe sempre un grande limite nel peso. Alto 1 metro e 72, con ossa forti e pesanti, in inverno, quando la stagione delle corse era ferma, il suo peso arrivava a sfiorare i 70 chili. Avvicinandosi la primavera iniziava la sua lotta con il peso. Il racconto che ci ha lasciato la moglie Iole ha qualcosa di drammatico: “Non toccava quasi cibo e ogni giorno percorreva di corsa dai trenta ai quaranta chilometri indossando una tuta di plastica che favoriva la sudorazione. Quando le corse cominciavano riusciva montare anche a 56 chili, mai meno di quel peso”. Una vita così tormentata portò Polifemo Orsini a iniziare nel 1930, insieme alla professione di fantino “pesante”, anche quella di allenatore con scuderie importanti: Razza del Soldo (dove nel ‘32 fu rilevato da Federico Regoli dopo l’insuccesso di Sans Crainte nel Gran Premio di Milano), scuderia Aterno, Principe Caracciolo.
Polifemo Orsini morì di tisi il 21 maggio del 1937, a soli 46 anni, nella Casa di Cura “Quisisana” di Roma dove il 27 aprile, nella stanza accanto, era morto Antonio Gramsci.
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