La Tenuta di San Rossore

LA TENUTA DI SAN ROSSORE (dal 1000)

5 mila ettari di meraviglie fra natura, storia, sport e cultura

La tenuta di San Rossore sorge dove si trovava in epoca romana la “selva palatina” e, dal VI all’VIII secolo, fu considerata luogo di rifugio per le popolazioni della città e del contado durante le molte epidemie e guerre che segnarono la pianura pisana. Per questa capacità ad accogliere le popolazioni, intorno al 1000, furono costruite le chiese di San Bartolo, di Santa Maddalena e di San Luxorio. Mentre le prime due andarono distrutte nei secoli, quella di San Luxorio era stata incorporata in un grande monastero dal quale poi deriverà il nome di “San Rossore” che fu dato all’intera tenuta, un’area di circa 5 mila ettari dall’Arno al Serchio che fu donata al Capitolo dei Canonici dall’imperatore Enrico III. Nei secoli che seguirono la tenuta divenne proprietà delle Case reali i Medici, poi i Lorena e quindi i Savoia.

Se l’introduzione del cavallo da corsa a San Rossore è dovuta a Leopoldo II di Lorena nel 1829, per quello da lavoro e da trasporto è databile intorno al ‘500. La presenza di una ‘razza equina di San Rossore’ è già segnalata da questo periodo e due secoli dopo veniva registrata la presenza di “200 cavalle da frutto e 15 o 20 maschi per fecondarle”. Evidentemente che San Rossore dovesse essere una terra di cavalli era scritto nel suo destino.

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