Dario Di Tocco, la dura vita del campione

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Il 2023 è stato un anno d’oro per Dario Di Tocco: ha conquistato per la prima volta il titolo di campione italiano dei fantini e la perla più preziosa di questa collana è stata la vittoria nel Derby in sella Goldenas, un cavallo allenato proprio a San Rossore e che su questa pista aveva debuttato vincendo.

Il 2024 vede Dario non più nel ruolo di outsider ma in quello di protagonista e quest’anno l’altro Dario, Vargiu, farà di tutto per tornare in vetta e conquistare il decimo titolo da campione.
Sarà questo, probabilmente uno dei leitmotive dei prossimi mesi, fino al 31 dicembre.

Di Tocco rappresenta un motivo d’orgoglio per Pisa e per il suo ippodromo perché era dal 1960 che un fantino pisano non conquistava la classifica nazionale e quel fantino era un certo Silvio Parravani.

Ma come sta vivendo Dario questa prima parte dell’anno già caratterizzata da alcuni eventi importanti: ha vinto di nuovo la classifica fantini di San Rossore con una percentuale di vittorie di poco superiore al 30%. In pratica questo giovane fantino nel suo ippodromo vince una corsa su tre!

Inoltre, nel panorama nazionale, ha conquistato la prima classica dell’anno portando alla vittoria nel Premio Parioli quel Melfi che nel dicembre scorso dominò nel Criterium di Pisa. Con questo cavallo ha tentato di bissare il successo nel Derby. È andata bene, non benissimo, con un quarto posto che ha comunque lasciato soddisfatto il fantino pisano.

“Melfi ha affrontato al meglio il percorso che lo ha portato alle classiche. Ci ha regalato una grande gioia vincendo il Parioli, arrivato al Derby che è su distanza lunga per lui ma è comunque entrato nel marcatore. Di più non credo che potessimo chiedergli”.

Dopo aver vinto un titolo come outsider, Di Tocco nel 2024 è il favorito da battere. L’anno è ancora lungo ma, intanto, ha una ventina di vittorie di vantaggio su Dario Vargiu, un margine che dovrà cercare di tenere sempre così ampio perché il jockey di Oristano non si darà mai per vinto!

“In effetti sento molto la pressione, gli occhi addosso da parte di tutti, una maggior responsabilità verso tutti gli allenatori e proprietari. Rispetto al passato, adesso se alla fine di una giornata non ho vinto, ci sto male e ne sono dispiaciuto. Cerco di accontentare tutti quelli che mi ingaggiano, a partire da Endo Botti e Cristiana Brivio con la cui scuderia ho l’impegno principale. Ma sono molto importanti anche gli allenatori con meno cavalli perché possono darti una possibilità in ogni giornata di corse, per completare la lista delle tue monte. Giorno dopo giorno”.

Dario, in termini di impegno, ne mette in egual misura dal gran premio alla corsa di minima anche se gestisce le varie situazione in maniera diversa.

“Fortunatamente ho la possibilità di montare per le scuderie di serie A e in quel caso cerco di attenermi il più possibile a quelle che sono le indicazioni che ricevo prima della corsa. Quando, invece, monto per qualche scuderia più piccola, spesso mi sento dire di fare come meglio credo, si affidano maggiormente al mio intuito e posso interpretare i cavalli in maniera più personale. È necessario trovare un giusto equilibrio e spero, con l’esperienza, di essere sempre più in grado di gestire queste situazioni”.

Un fantino è chiamato a muoversi ogni giorno per esser presente negli ippodromi di tutta Italia e, più uno è bravo e ricercato, più sono le corse per le quali viene ingaggiato.

“Si, certo, e in questo momento della mia carriera non mi posso permettere di declinare nessuna richiesta. Ovviamente se la mia scuderia si muove, io ci sono ma anche se loro non saranno presenti in una determinata giornata di corse, le occasioni non mi mancano. È uno stile di vita stancante, dove monti in corsa 6 o 7 giorni su sette, spaziando da Napoli a Milano e passando per gli ippodromi toscani. A questo si aggiunge il lavoro mattutino in scuderia nel quale devi dare il massimo anche perché, non lo nascondo, di persone invidiose e che sperano che i rapporti con Endo possano incrinarsi (per prendere il mio posto) ci sono!”.

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