Barbaricina

BARBARICINA (dal 1830)

Il Paese dei cavalli

La trasformazione di Barbaricina da borgo agricolo a zona ippica fu lunga e avventurosa. Nei primi anni dell’Ottocento Jacopo Barchielli aveva individuato i grandi prati sabbiosi della tenuta granducale di San Rossore come ideali per farvi galoppare i cavalli. Era quindi riuscito, tramite il barone Francesco di Lowenberg, grande scudiere del Granduca Leopoldo II, a far tracciare nel 1829 un giro di pista sui quei prati, fra le Cascine Medicee e il fiume Morto, dove cominciarono ad allenare con successo cavalli da corsa e dove ancora oggi sorge l’ippodromo.

Per evitare lunghe trasferte ai cavalli, Lowenberg costruì una prima scuderia a Barbaricina, borgo attiguo alla tenuta di San Rossore. Era il 1830 e quello il primo embrione dello sviluppo ippico dell’area. Tra il 1834 e il 1858 ne nacquero molte altre, tra cui quella di Settimo Banti, della Razza di Pisa, di Gustavo Bracci, di Giovanni Mariotti e poi di Stefano Riparbelli.

Nel tempo sorsero altre scuderie tra cui quella di William Smith e del principe Antonio Caracciolo, dei figli di Thomas Rook e dell’americano Frank Turner in via del Capannone, del conte Felice Scheibler lungo il viale delle Cascine. Nel 1926 Mario Perrone creò la Razza Latina accorpando scuderie preesistenti (Turner, Corbin, Michelotti). A fianco, nel 1937, nasceranno la villa e i box di Federico Regoli.

Dopo la seconda guerra mondiale le scuderie storiche, soprattutto nel centro del paese, furono trasformate in abitazioni, mentre altre ne nacquero lungo il viale delle Cascine: la Razza del Soldo nel 1964, l’Aurora l’anno seguente, la razza Vallelunga nel 1972. Nel 1976, la società Alfea acquistò l’impianto della Razza del Soldo ampliandolo con 160 box e nel 1989 con la Clinica veterinaria. Nello stesso anno Cesare Turri costruì l’OK Barn e cinque anni dopo nacquero le Scuderie Nuove, facendo della moderna Barbaricina il principale centro di allenamento per purosangue in Italia.

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